Corale Santa Maria Ausiliatrice

 

 

Prima degli affreschi

 

Dopo gli affreschi

 

Don Giuseppe Melle

 

Marco Antonio Colonna

 

 

Catino

 

 

Volta del Presbiterio

 

 

Cupola

 

Tamburo della Cupola

 

Vele della Cupola

 

 

 

 

 

Navata Centrale

 

 

Stemma PIO XI

 

 

 

Finestra Parte Frontale

 

Parte Frontale

 

Transetto
Transetto Doppio
Transetto

L'AUTORE DEGLI AFFRESCHI

 

Don Giuseppe Melle è nato a Saluggia (Torino) l'8 aprile 1881, morto a Bari il 29 maggio 1973. Segretario del Cappellano Militare di un ospedale di campo, per l'Ufficio Notizie, nella prima guerra mondiale, Cappellano Militare nella guerra etiopica e Cappellano Militare nella seconda guerra mondiale, dimostrò sempre grande spirito di sacrificio e di attaccamento al dovere. Fu validissimo insegnante di meterie teologiche, per le quali era naturalmente inclinato. Le sue opere più valide e più impegnative come pittore sono state:

- gli affreschi di tutta la Chiesa del Redentore a Bari;

- gli affreschi di Santa Maria Ausiliatrice in Roma.

Per questa ultima opera ha lavorato senza interruzione per 8 anni e precisamente dal 1957 a 1965 aiutato solamente da un suo discepolo, Nicola Napoletano, che ha fatto tutti gli ornamenti della Chiesa. In gioventù non gi fu possibile fare corsi accademici ed allora continuò ad essere un autodidatta, cercando sempre delle persone competenti che lo guidassero. Esaurito un primo corso di studi da giovanotto sopra una raccolta di 600 e più disegni graduati di figura umana, di natura morta, di paesaggio e di ornati, regalatigli da un Padre Cappuccino pittore, passò allo studio su un testo di anatomia pittorica applicata. In seguito si dedicò ai metodici studi dal vero che non smise più; conobbe presto la prospettiva. Per capire a fondo il chiaroscuro si esercitò nella plastica. Volle approfondire la cognizione della scuola Veneta dei secoli di Tiziano, Paolo Veronese, Piazzetta e Tiepolo. Le sue principali guide furono: il p. Sacchetti pittore Cappuccino, Reffo di Torino, Rosario Spagnoli di Cefalù, Onofrio Tomaselli di Palermo che lo seguì per 5 anni, Moro di Udine, Pericoli di Gualdo, Vincenzo Irolli, etc. Eseguì parecchie pale dell'altare, qualche monumentino all'Immacolata, a San G. Bosco a Catania, a Messina (Suore), a Saluggia. Affrescò la cappella dei Salesiani di Venosa, quella dell'ospedale dei bambini a Bari.

 

 

 

Entrando nella Chiesa dalla porta principale, alzando gli occhi alla volta della navata centrale, possiamo vedere nella grandiosa pittura prima della cupola, il trionfo di Marco Antonio Colonna. Sotto la figura del grande condottiero si vede un personaggio in veste rossa e cotta bianca. In questo ecclesiastico ci pare di identificare l'autoritratto di Don Giuseppe Melle, l'autore dei grandiosi ed artistici affreschi della Chiesa.

 

 

 

CATINO

Si rappresenta la sovranità di Maria SS., sopra gli angeli e sotto l'umanità. In alto sta l'Eterno Padre che la incorona, il Figlio che Le consegna lo scettro del comando, lo Spirito Santo che La investe con la luce della Grazia. In primo piano gli Apostoli ed Evangelisti (riconoscibili anche dai simboli) con al centro San Pietro che ha ricevuto il potere delle chiavi. In secondo piano i Martiri. Nel terzo sono i Santi, con, nel semicerchio centrale, i Santi Vescovi in abiti pontificali.

 

 

VOLTA DEL PRESBITERIO

Qui si vuole esprimere l'offerta fatta all'Eterno Padre del Corpo e del Sangue di Cristo sotto le naturali apparenze e sotto le specie Eucaristiche. A sinistra un gruppo di angeli porta il Corpo di Gesù in un lenzuolo verso l'altare su cui è l'Eterno Padre, mentre un Serafino raccoglie il Sangue dalla Croce, trasportato poi in calice da Angeli volanti verso l'altare. Al medesimo altare affluiscono due processioni, di cui quella di sinistra ha già recato l'Ostensorio e quella di destra il Calice del Sangue.

 

 

 

 

CUPOLA

Nella superficie sferica è dipinto un volo di Angeli portanti al Cielo la Vergine Assunta, con la sfilata del corteo angelico. Nel tamburo della Cupola ci sono gli argomenti che provano l'Assunzione della Madonna in Cielo. Nel mezzo è PIO XII, che definisce il dogma dell'Assunzione. A sinistra sta il Concilio di Efeso (a. 435) che definisce, per bocca di San Cirillo legato Pontificio, il dogma della Maternità Divina di Maria Santissima; condanna e depone il Vescovo Nestorio di Costantinopoli che le negava. A destra del Papa Pio XII è il Paradiso Terrestre dove Dio, mentre fa cacciare Adamo ed Eva, promette l'Immacolata Vergine quale Corredentrice dell'Umanità. A destra del Paradiso Terrestre, sta la vana ricerca che fanno gli Apostoli per trovare il cadavere di Maria nel sepolcro. Sempre nel tamburo, di fronte a Pio XII, si trova la Basilica della Dormizione della Vergine costruita in Gerusalemme e che allude al risveglio avvenuto con l'Assunzione.

 

 

 

 

VELE DELLA CUPOLA

Le vele (triangoli sferici) commentano i dipinti soprastanti del tamburo. La vela di destra parla dell'Annunciazione a Maria SS.ma, per cui Essa, che fu concepita Immacolata, ha concepito pure immacolatamente il Figlio suo Divino. La vela di sinistra situata sotto il Concilio di Efeso rappresenta la Nascita di Gesù da Maria Vergine. A destra, sotto la scena del Giovenale ....."Sant'Agostino scrive che la Carne di Cristo (l'Eucarestia) è la reliquia della Madre di Dio". Guardando verso il fondo della Chiesa, si vede, a sinistra, sotto la tomba vuota della Madonna, il transito Suo tra le braccia delle sorelle e di S. Giovanni che l'aveva ricevuta in casa sua.

 

 

 

 

NAVATA CENTRALE

I Santuari Mariani, che sono raffiguarti da finti plastici nel vuoto dei corpi avanzati dei porticati. Guardando sempre dal fondo della Chiesa, si trova, a destra il Santuario di Pompei, e più avanti quello di Lourdes. Tra l'uno e l'altro c'è il miracolo di Pietro de Rudder e Santa Bernardetta Soubirous con Bartolo Logo, fondatore del Santuario di Pompei e bambini dell'ospizio annesso. A sinistra invece, si vede il Santuario di Loreto e, più lontano, il Santuario di Fatima. Tra l'uno e l'altro, è il Papa PIO XI che invoca la Madonna, liberata con Gesù su di un velivolo, quale protettrice dell'aviazione; più avanti si osservano i veggenti di Fatima. Al centro della volta è la Chiesa di Maria Ausiliatrice di Torino.

 

VOLTA DELLA NAVATA CENTRALE

Vi è rappresentata la potenza della Madre di Dio provata con le vittorie di Lepanto (1571) e di Vienna (1683) contro gli infedeli. In mezzo dalla parte dell'altare, è il trionfo di Marco Antonio Colonna al Campidoglio, decretato dal Papa San PIO V, per la vittoria riportata dalle navi pontificie, comandate da quell'eroe nelle acque di Lepanto. A sinistra, in alto, ci sono i pionieri di quella guerra in difesa del Cristianesimo: il Papa suddetto, Filippo II di Spagna, Don Giovanni d'Austria Comandante in Capo, Andrea Provana di Leini, Venir, etc. A destra, sempre in alto, sono morti e feriti ed un soldato che mostra la testa di Maometto IV spiccata dal busto dopo l'uccisione. A sinistra, in basso, è l'allegoria del progetto e dei trionfi della Chiesa Cattolica, espressi da cavalieri issanti bandiere crociate, mentre i loro cavalli irrompono focosi, calpestando la bandiera degli sconfitti. Al centro, in basso, soldati ed un ecclesiastico in veste rossa e cotta bianca (autoritratto dell'autore). Dalla parte opposta al Campidoglio è un baldacchino dove Sobieski, re di Polonia, serve la Messa prima di ingaggiare la battaglia contro i Turchi. Dalla parte sinistra, in alto, è dipinto Sobieski in atto di agitare la bandiera tolta al nemico, passando trionfante a cavallo fra morti e prigionieri. Alla destra del baldacchino sopraddetto sono gli sconfitti languenti ed esamini. Più in alto il Beato Innocente XI promotore della Crociata.

 

 

LA CONGREGAZIONE SALESIANA

E' collocata sulla terrazza di un colonnato posto a destra e sinistra. A destra di chi guarda la volta, stando in fondo alla chiesa, c'è l'attività Missionaria dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, col Vescovo Mons. Vermiglia e Don Caravario martirizzati in Cina, ed elevati agli onori deglia altari da Giovanni Paolo II il 15 maggio 1983. A sinistra, simmetricamente, sono le scuole professionali maschili e femminili. Un pò più in alto è Don Rua che prega San Giovanni Bosco di scendere dal Cielo a benedire la congregazione. Nel mezzo è una finestra dipinta a fuoco che rappresenta il "sogno di Giovannino Bosco", in cui Gesù gli addita la missione di educare la gioventù trasformandola da lupi rapaci in agnelli. L'affresco di sinistra rappresenta il trionfale ritorno di PIO VII a Roma, il 24 maggio 1814, dall'esilio subito a Fontaneblu ed a Savona per ordine di Napoleone. A destra è Napoleone esiliato due mesi dopo il trionfo di PIO VII e trasferito poi all'isola di S. Elena dagli inglesi nel 1814.

 

 

 

TRANSETTO

Il Santo è rappresentato quale protettore della Chiesa Cattolica. Egli, appoggiato al capo di Gesù, benedice i fedeli cattolici, mentre la Maria Vergine, inginocchiata, sollecita rispettosamente suo Figlio a valorizzare la benedizione che lo Sposo è ufficialmente incaricato di dare al Corpo Mistico di Gesù. Egli da Dio fu scelto a proteggere la Persona del Redentore. L'affresco di sinistra rappresenta Papa Giovanni XXIII, che inizia il Concilio Vaticano II per discutere nuove forme di protezione dell'Opera di Cristo, mentre un frate Domenicano, diffonde tra il popolo i principi dogmatici e disciplinari acquisiti dal Concilio. L'affresci di destra rappresenta Papa Paolo VI che si preoccupa di creare con gli Ortodossi quella unità di fede auspicata da Cristo nel Vangelo che il Pontefice legge con Atenagora a Gerusalemme. Per l'unità decorativa e di tema Mariano, si trova il porticato che fascia navata e transetto formando la croce, ed innestati in questo motivo architettonico, sono altri due Santuari Mariani: quello primo di S. Maria Maggiore e quello di Oropa. A destra è il Santo che prega Maria Santissima di fare scoprire il Figlio per mostrarcelo dopo di questa vita che è valle di pianto. L'affresco di destra riproduce scene di malattie, di languori, di miserie e di fatiche inaudite e che è pure campo di concentramento e di morte. L'affresco di sinistra mostra scene di schiavitù a mano armata e crudeli stragi. Anche quì, tra le colonne del porticato, sono dei Santuari Mariani: quello di S. Maria della Salute a Venezia e quello di Bonaria tanto celebre, da dare il nome alla capitale dell'Argentina Buenos Aires.